-
Sainte Marie, l’isola dei pirati
Inserito in America Centrale CondividiDic 18
Sulla costa nord orientale del Madagascar si trova un altro tesoro di incomparabile bellezza naturale, l’isola di Sainte Marie o Nosy Boraha, seconda in estensione a Nosy Be. La storia di questo luogo potrebbe riempire le pagine di un romanzo di Salgari: conosciuta sin dall’antichità come piazzaforte occupata dai commercianti arabi, cadde in mano ai Portoghesi, formidabili navigatori, nel Cinquecento. Un secolo dopo erano i pirati a farla da padrona: dalle bellissime baie seminascoste dalla vegetazione sferravano attacchi spietati contro le imbarcazioni in transito nell’Oceano Indiano. Quindi fu la volta dei Francesi, della Compagnia delle Indie e ancora dei Francesi, che qui, dagli inizi del Novecento, crearono un campo di deportazione . Per questo per molti malgasci il nome di Saint Marie è stato a lungo tabù.L’isola offre spiagge stupende, che squarciano il fitto della vegetazione tropicale di palme e noci di cocco. Il centro più importante è Ambodifotatra, con le sue case in legno, costruite secondo i dettami della sensibilità creola, e il forte, testimonianza delle antiche battaglie.
A sud della città si trova il cimitero dei pirati, dove alcune lapidi riportano ancora il topico teschio con le tibie incrociate. A rendere ancora più suggestivo il sacrario dei bucanieri è il fatto che può essere visitato solo con la bassa marea. Conviene farsi accompagnare da una guida o dagli onnipresenti bimbi festanti.
Altrettanto suggestiva è l’escursione in piroga all’Ile aux Nattes, isolotto situato nell’estremità meridionale di Sainte Marie , dove sorge il vecchio faro di Aldebaran, che funziona ancora con la benzina. In queste acque sovente sguazzano placide le Balene , in transito verso il nord, dove vanno a partorire. E’ un’esperienza davvero toccante poterle avvistare ed avvicinare: sono le vere signore delle acque. Acque letteralmente invase da una fauna marina lussureggiante.
Tagged as: Sainte Marie
