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CASTELLI: VILLA SOMMI PICENARDI
Filed under italiaNov 19Villa Sommi Picenardi Scritto da Nicola Bergami

La pianura cremonese nasconde delle ricchezze architettoniche di notevole pregio e scendendo ancora nello specifico la zona di Torre de’ Picenardi è ricca di Ville, castelletti e residenze importanti quali:

- a Torre de’ Picenardi: il castello Sommi Picenardi, il Villino
- a San Lorenzo de’ Picenardi: il castello, villa Martini
- a Canove de’ Biazzi: la cascina Pallavicino
Il castello di Torre de’ Picenardi è circondato da un fossato, il ponte elevatoio ne consente l’accesso. In primis si attraversa la parte più antica, il castellotto, caratterizzata da una muraglia alla guelfa, e la piccola torre merlata alla ghibellina. In facciata all’ampio cortile si scorgono le Cappuccine Basse, un lungo fabbricato con finestre a colonnette, interrotto al centro dall’oratorio privato, in perfetto stile gotico e la parte nobile della villa costituita da ricche architetture civili e militari attraverso la quale si accede alla Sala della Pallacorda o Sala degli Specchi ed alla Sala delle Colonne. Parte del castello fu restaurata dal Cavaliere Sforza Picenardi nel secolo XVI. Dietro si sviluppa un maestoso giardino all’Inglese voluto proprio dai Picenardi nel 1772, il primo giardino all’inglese realizzato in Italia. Il percorso, all’interno del giardino, si snoda tra tempietti, finte rovine, laghetti e l’Arco palladiano della Concordia da cui si intravede la quinta del Belvedere. Le piante secolari completano lo spettacolo. Un lato del giardino è tutto coperto dalla magnolie gallissionensis che si specchiano direttamente nelle acque del fossato. Oggi il castello è adibito a ristorante, banchetti, convention. E’ pur sempre visitabile nelle giornate di martedì, mercoledì ed ogni prima domenica del mese dalle otto alle undici.
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Bucarest - Romania
Filed under europaNov 18
Bucarest di Nicola Bergami
Città dai mille volti nascosti la si può visitare tante volte senza mai rischiare di ripetere le stesse esperienze.
Io l’ho vissuta da un punto di vista privilegiato: ospite di amici facoltosi.
Arrivato a Bucarest mi sono reso conto subito che avere un interlocutore romeno mi ha fatto molto comodo, sono in pochi a parlare Inglese, come in Italia daltronde, oltretutto la loro lingua è incomprensibile nonostante abbia le stesse origini dell’italiano. La casa dove allogiavo sorgeva sulle sponde di un piccolo laghetto in periferia, casa modernissima costrutita da un noto designer dell’est, priva a mio parere di buon gusto all’italiana, ma non era la sola, tutta la riva del lago era coperta da ville lussuose, la sera si illuminavano di luci e i motoscafi facevano la spola da una parte all’altra. Un caos ordinato regnava anche in città. Ai quartieri moderni erano affiancate zone povere, vissute ma abbandonate nell’aspetto: forbice tra ricchi e poveri è palpabile: i ricchi sono veramente ricchi e i poveri sono molto poveri. Manca la classe media, con la caduta del comunismo poca gente si è arrichcita a scapito di molti. Il centro storico è pregevolissimo e rispecchia la cultura comunista dell’est. Comunque anche la Romania si sta uniformando agli altri stati europei, in città sorgono continuamente negozi fashion italiani, francesi, i mcdonalds sono ovunque e in periferia gli spazi verdi vengo occupati da grandi centri commerciali ed i prezzi salgono. Bucarest sta cambiando di anno in anno, le direttive europee le impongono determinati parametri sia per il verde pubblico, sia per lo sviluppo urbano.
Bucarest di sera? Certe leggende sono proprio vere. Finalmente la città diventa vivibile, nel buio delle vie si intravedono le insegne dei locali. Per cenare ci sono tantissime piccole taverne dove con pochi euro si esce sazi, la cucina tipica non è niente di che e nella maggior parte dei casi si nota l’influenza dell’Italia. Per rifarsi il palato basta andare in uno dei tanti ristoranti italiani del centro anche se i pochi euro non bastano più. Per il dopo cena non c’è che l’imbarazzo della scelta. Sono molti I locali dove si può gustare un drink servito da bellissime cameriere in topples, tanti night club si contendono i turisti, verso la periferia invece si trovano le migliori discoteche…la serata a Bucarest è garantita e assicurata.
All’alba, ritornando a casa, gli ultimi festaioli scorazzano ancora sul lago con i loro motoscafi, ma ancora per poco, l’alba rischiara le acque, si spengono le luci delle ville e si conclude la vita mondana, almeno fino a domani.
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Nov 14
Scritto da Nicola Bergami

Esposizione del verde a Canneto sull’Oglio (MN) – Ultima domenica di settembreAnche quest’anno il centro storico di Canneto sull’Oglio si è coperto di verde. Oramai diventata una tappa fondamentale per i professionisti del verde Canneto si conferma una delle leader del settore vivaistico nazionale ed europeo affiancandosi dignitosamente al comprensorio di Pistoia, altro grande centro del florovivaismo nazionale ed internazionale. La manifestazione si svolge tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno a simboleggiare l’inizio della nuova stagione lavorativa del settore: per quanto riguarda la vendita delle piante è proprio in autunno che si concludono i contratti più importanti.
Perchè Canneto è diventata leader nel settore? Da decenni i campi attorno al comprensorio cannetese sono destinati al vivaismo favoriti anche dalla vicinanza del fiume Oglio che nonostante le stagioni secche degli ultimi anni è sempre garanzia di acqua per le coltivazioni. Inoltre il sottosuolo è particolarmente adatto: la terra è soffice, ricca e scavando si trovano facilmente delle falde acquifere. Oggi Canneto è un’organizzazione volta a soddisfare le esigenze di verde di tutta l’Europa: ogni tipo di pianta dalla piccola alla più grande. Inoltre, negli ultimi anni sono sorte tantissime aziende di giardinaggio completando l’offerta dalla vendita alla realizzazione e manutenzione verde.
Canneto verde è il manifestarsi di un settore fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo: consiglio la fiera a tutti, è interessante ma anche istruttiva oltre che utile. -
Vello - Lago d’Iseo - Brescia
Filed under italiaNov 13Da questo piccolo paese non ci si passa, bisogna andarci, a maggior modo oggi che la vecchia strada del lago è andata in disuso. Vello è un piccolo borgo, frazione di Marone, fino al 1927 fu anche Comune. Il gruppo di case si estende sull’insenatura del lago d’Iseo, da una parte le acque e dall’altra la collina e le montagne. Il lungo litorale è diventato una pista ciclabile, si può comodamente parcheggiare vicino alle case, scaricare la bicicletta e proseguire tranquilli lungo la costa. Lungo la vecchia litoranea si incontrano spesso dei pescatori: il luogo tranquillo è adatto per la loro proverbiale pazienza. Di Vello ho un ricordo particolare: si può godere del lago senza essere imbottigliati dal caos dei turisti, è un’oasi tranquilla per passeggiare un’oretta, sedersi sulla scogliera baciata dal sole e pranzare in uno dei locali della piazzetta (i locali a dir il vero sono solo due: uno fa pesce e l’altro è una trattoria carina) e magari, il pomeriggio, prendere il traghetto al porticiolo difronte per fare il giro del lago.
Per gli appassionati da vedere è sicuramente la Parrocchiale dedicata a Santa Eufemia, edificata nel 1715, ospita una tela di Ottavio Amigoni eseguita nel 1647. All’ingresso del paese si incontra l’antica parrocchiale quattrocentesca, ora chiesa del cimitero, con un portale a sesto acuto ed affreschi attribuiti a Giovanni da Marone tra i quali una Annunciazione datata 1489.
Per raggiungere Vello è facile: se non vedete il cartello vedrete sicuramente l’antico campanile di pietra con bifora che sbuca sulla provinciale …e siete arrivati.
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Gaver – Val d’Orizio – Brescia – Italia
Filed under italiaNov 11Scritto da Nicola Bergami

Situato a 1500 metri di altezza si trova sulle montagne Bresciane, vicino a Bagolino e al lago d’Idro. Si può arrivarci sia passando dal lago di Garda, sia attraverso la Valcamonica passando per la Bazena e il passo Crocedomini. D’inverno questa seconda strada è spesso bloccata per la troppa neve. Io ho avuto il piacere di andarci sia d’estate che d’inverno: d’estate è una rinomata stazione turistica per praticare trekking, scalate sulla parete rocciosa, fare del sano mountain bike; d’inverno di può scalare le pareti di ghiaccio (meglio essere più che esperti del mestiere), fare del sci di fondo e sci alpino usurfruendo dei vari impianti di risalita.
A due passi dai vari sentieri si trova la locanda Gaver dove si possono gustare specialità tipiche come i primi piatti di pasta casereccia, i risotti al bagos, le verdure di montagna, la selvaggina, polenta e rane, i funghi, le torte con noci e mele e lo strudel. Specialità è la carne salata con tartufo nero.
Per finire il pranzo non si può evitare come digestivo un bicchierino o due di grappa montana alle erbe.
La val d’Orizio è attrezzata di griglie in cemento: d’estate si possono accendere dei fuochi e fare delle grigliate; la sere, nel buio della valle e nel silenzio del bosco le uniche voci sono quelle dei turisti che montano le tende ed è facile conoscere e stringere “amicizie”: sicuramente l’ambiente lo invoglia.
Per chi invece è più pigro o semplicemente non ne può più di dormire in una tenda e di lavarsi nelle acque gelide dei torrenti può rilassarsi nelle locande della valle o nel rifugio Nikolajewka.
Dalla Val d’Orizio si può andare in quota fino a 2400 2600 metri e raggiungere le vette delle montagne vicine passando attraverso Stabio (malga che ospita le vacche), il suggestivo lago della Vacca. Se si è fortunati si possono incontrare le marmotte e tanti altri animali. Più volte mi è capitato di sentire le aquile ma a dir la verità non sono mai riuscito a vederle.
Arrampicandomi su per i sentieri si dimentica facilmente lo stress della città, si sentono solo le marmotte gridare in lontananza. Più si sale più cambia il paesaggio: dai boschi si passa ai prati immensi coperti di fiori fino ad arrivare alla montagna nuda ma significa che siamo arrivati proprio in alto e allora se non siamo proprio attrezzati al meglio è meglio scendere. Un kwai nello zaino non fa mai male. Il tempo cambia continuamente ed è possibile passare da un sole cuocente alla nebbia fitta delle nuvole.
I turisti che si incontrano sono sempre molto cordiali, scambiare delle impressioni sul sentiero o dei consigli è di norma.
Il Gaver, la Val d’Orizio e tutto il circondario è un insieme di emozioni e di storia: basti pensare al vicino Crocedomini dove tanti Nostri alpini hanno perso la vita durante la guerra. Essenziale quindi è aver rispetto di quelle zone per porter goderne al meglio.
Arrivederci.













