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  • Gaver – Val d’Orizio – Brescia – Italia

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    Nov 11

    Scritto da Nicola Bergami

    Situato a 1500 metri di altezza si trova sulle montagne Bresciane, vicino a Bagolino e al lago d’Idro. Si può arrivarci sia passando dal lago di Garda, sia attraverso la Valcamonica passando per la Bazena e il passo Crocedomini. D’inverno questa seconda strada è spesso bloccata per la troppa neve. Io ho avuto il piacere di andarci sia d’estate che d’inverno: d’estate è una rinomata stazione turistica per praticare trekking, scalate sulla parete rocciosa, fare del sano mountain bike; d’inverno di può scalare le pareti di ghiaccio (meglio essere più che esperti del mestiere), fare del sci di fondo e sci alpino usurfruendo dei vari impianti di risalita.

    A due passi dai vari sentieri si trova la locanda Gaver dove si possono gustare specialità tipiche come i primi piatti di pasta casereccia, i risotti al bagos, le verdure di montagna, la selvaggina, polenta e rane, i funghi, le torte con noci e mele e lo strudel. Specialità è la carne salata con tartufo nero.

    Per finire il pranzo non si può evitare come digestivo un bicchierino o due di grappa montana alle erbe.

    La val d’Orizio è attrezzata di griglie in cemento: d’estate si possono accendere dei fuochi e fare delle grigliate; la sere, nel buio della valle e nel silenzio del bosco le uniche voci sono quelle dei turisti che montano le tende ed è facile conoscere e stringere “amicizie”: sicuramente l’ambiente lo invoglia.

    Per chi invece è più pigro o semplicemente non ne può più di dormire in una tenda e di lavarsi nelle acque gelide dei torrenti può rilassarsi nelle locande della valle o nel rifugio Nikolajewka.

    Dalla Val d’Orizio si può andare in quota fino a 2400 2600 metri e raggiungere le vette delle montagne vicine passando attraverso Stabio (malga che ospita le vacche), il suggestivo lago della Vacca. Se si è fortunati si possono incontrare le marmotte e tanti altri animali. Più volte mi è capitato di sentire le aquile ma a dir la verità non sono mai riuscito a vederle.

    Arrampicandomi su per i sentieri si dimentica facilmente lo stress della città, si sentono solo le marmotte gridare in lontananza. Più si sale più cambia il paesaggio: dai boschi si passa ai prati immensi coperti di fiori fino ad arrivare alla montagna nuda ma significa che siamo arrivati proprio in alto e allora se non siamo proprio attrezzati al meglio è meglio scendere. Un kwai nello zaino non fa mai male. Il tempo cambia continuamente ed è possibile passare da un sole cuocente alla nebbia fitta delle nuvole.

    I turisti che si incontrano sono sempre molto cordiali, scambiare delle impressioni sul sentiero o dei consigli è di norma.

    Il Gaver, la Val d’Orizio e tutto il circondario è un insieme di emozioni e di storia: basti pensare al vicino Crocedomini dove tanti Nostri alpini hanno perso la vita durante la guerra. Essenziale quindi è aver rispetto di quelle zone per porter goderne al meglio.

    Arrivederci.

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