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  • Dic 30

    Scritto da Nicola Bergami

    Dall’autostrada Milano-Bologna, nelle vicinanze dell’uscita di Fiorenzuola, in mezzo all’aperta campagna parmense, s’intravede una bellissima struttura: l’abbazia di Chiaravalle della Colomba.

    Vi sono passato accanto decine di volte senza immaginare quanta importanza abbia avuto nella storia dell’economia della zona e quanta importanza culturale e spirituale abbia ancora.

    Finalmente decido di fermarmi e visitare l’abbazia. A prima vista spicca la cattedrale imponente. Da questa si passa nell’abbazia stessa che è composta da diversi palazzi con cortiletti e giardini, si giunge al parlamento, luogo dove i frati benedettini che vi abitano esprimono liberamente le proprie opinioni, più avanti ancora e si arriva al piccolo chiosco dove i frati vendono i prodotti di loro produzione: miele, liquori, tisane, medicinali naturali e tante altre cose…molti regali di natale li ho acquistati proprio da loro e sono stati anche apprezzati, ripeterò sicuramente anche il prossimo anno. Nell’abbazia tutte le porte sono aperte, ogni tanto sbuca un fraticello che, così come è arrivato, furtivamente se ne va. Ho cercato di scambiare qualche parola con loro, giusto per capire com’è la vita monastica, quali fossero i loro compiti all’interno della struttura e tante altre cose ma purtroppo sono molto schivi e scambiati i saluti di dovere sembri scappino, come volessero tenersi lontani da quella che è la realtà esterna, si sono comunque dimostrati sempre cortesi e gentili. I porticati interni racchiudono giardini sempre ordinati e schematici; attraversando i lunghi corridoi si passa da un ambiente all’altro e tutti sempre di notevole pregio artistico. Una curiosità: ho notato che tutte le porte sono sempre aperte… Io se non chiudo la porta di casa a chiave e poi con la sicura non sto bene…

    Terminata la visita dell’abbazia abbiamo proseguito la passeggiata all’esterno, verso i fontanili. Quella parte di pianura era tutta coperta di paludi poi bonificate piano piano dal costante lavoro dei benedettini. Di quelle zone umide ne rimangono i fontanili, oasi di uccelli migratori, anatre selvatiche, iris cenerini, ruscelli d’acqua e tanta pace. Per accedervi è necessario percorrere parte di strada pubblica, di macchine ne passano comunque poche, proseguendo poi per un sentiero sterrato si entra nella zona dei fontanili, ogni tanto sono dislocate delle panchine e spesso si possono vedere i fraticelli seduti meditare a contemplare il silenzio.