Nuovo Viaggio

Scopri fantastici posti italiani, europei o del resto del mondo

  • Feb 27

    Scritto da Veronica
    Le antiche masserie disseminate ovunque soprattutto nei territori del Sud sono il simbolo di un antico potere gerarchico esercitato dalle classi sociali più ricche, quali le classi aristocratiche e la borghesia, che accrescevano le proprie rendite sfruttando queste aziende agricole. Le masserie comprendevano, oltre che le residenze dei proprietari che in taluni casi vi abitavano, tutte le residenze dei contadini anche stagionali, dislocate nei piani inferiori, le stalle per il il bestiame e i depositi per foraggi e raccolti.
    Risalenti al periodo storico compreso tra il Cinquecento e il Settecento, epoca della colonizzazione baronale, esse erano cinte da mura di protezione che ne delimitavano il perimetro  con le costruzioni chiuse verso l’esterno.
    Il Salento, lembo estremo della Puglia, è ricco di bellissimi esempi di masserie ristrutturate ed ora adibite a strutture ricettive come b&b o agriturismi.
    Casina dei Cari, una masseria nel Salento a pochi km da Lecce racchiude alla perfezione un connubio tra passato e presente, antiche tradizioni e rivisitazioni in chiave moderna.
    Apprezzare queste strutture e magari scegliere di soggiornarvi significa rivivere un pezzo di storia.

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  • Feb 12

    Scritto da Nicola Bergami

    Porto Garibaldi è una frazione della provincia di Ferrara. A sua volta comprende lido di Volano, lido delle Nazioni, lido di Pomposa, lido degli Scacchi, lido degli Estensi e lido di Spina.

    Inizialmente questo insediamento di pescatori era chiamato Magnavacca, antico pescatore del luogo; nel 1849 fu intitolato a Garibaldi per ricordarne lo sbarco.

    Vi si trova uno dei porti dedicati alla pesca più grandi d’Europa. Con la sua flotta di pescherecci e motonavi anche i turisti si possono improvvisare pescatori e uscire con i marinai per battute di pesca di sgombri soprattutto ma anche di palamite per i più esperti o addirittura di piccole razze (oltretutto molto buone da fare in brodo) per i più fortunati.

    Ed è proprio della pesca agli sgombri che Vi voglio parlare.

    Ci si trova tutti al porto all’alba, ore quattro del mattino, un caffè e una brioches al bar e ci si imbarca in uno dei percherecci destinati ai turisti. L’attrezzatura naturalmente è personale quindi ognuno deve portarsela da casa, solo le esche vengono fornite dall’organizzazione. Consiglio una canna da pesca corta e leggera, l’ideale sarebbe una specifica per sgombri. Si parte per il largo mare, sono direttamente i marinai che portano i turisti nei posti migliori per pescare. Arrivati al largo si lanciano le canne e non resta che aspettare che abbocchino, di solito i più esperti riescono a prendere anche 20 o 30 sgombri (ognuno da quasi 1 kg), altri magari solo 2 o 3 pesci ma è sempre piacevole stare lì in barca. A mezzogiorno i marinai offrono il pranzo: spaghetti allo scoglio e fritto misto di pesce naturalmente, il tutto accompagnato da un ottimo vino bianco da pasto. Per chi si stanca o vuole fare una “pennichella” o ancora prendere il sole si può accomodare sulla terrazza superiore del peschereccio arredata con comodi lettini tipo quelli da spiaggia. A tardo pomeriggio la pesca è finita, i marinai forniscono il ghiaccio per tenere in fresco il pesce e si fa ritorno. Vi consiglio di pulire subito il pesce preso ancora quando siete al largo, i resti poi verranno gettati in mare ed è uno spettacolo vedere i gabbiani, che oramai sanno come funzionano le cose, scaraventarsi sui resti per cibarsene.

    Consiglio questa escursione, che oltretutto costa anche poco circa 18.00 euro tutto compreso, a tutti grandi e piccoli, famiglie e comitive, ragazzi e ragazze. E’ divertente e piacevole…una giornata di mare diversa dalle solite.

  • Gen 27

    MYKONOS di Nicola Bergami
    Mykonos, al centro dell’arcipelago delle cicladi, è probabilmente la più conosciuta isola della Grecia e sicuramente la più frequentata dai turisti. E’ comodamente raggiungibile con aereo anche se il forte vento crea forti ed emozionanti turbolenze sia in atterraggio che durante il decollo. A differenza di tante altre isole Mykonos è priva di vegetazione ma è questo suo aspetto lunare che la fa unica nel paesaggio. L’isola è un intreccio di stradine strette e tortuose ed è caratterizzata da case bianche con le porte e finestre colorate. Il centro principale è Chora ed è proprio lì che si sviluppa la vita principale dell’isola. Il centro antico è un’unica zona pedonale ed è attraversato da piccole stradine ricche di negozi artigianali, negozi fashion, pub, discoteche, ristoranti e molto spesso si possono incontrare anche personaggi famosi. Basta cambiare via e si passa dal caos alla quiete. A Chora è giusto dedicare più passeggiate in diversi momenti della giornata per poter assaporare i vari volti che sa offrire.

    Da molti anni Mykonos si è scrollata da dosso l’etichetta di isola per gay, ora è semplicemente l’isola del divertimento: lo scopo principale del turista è spendere soldi, fare salotto, ballare, trasgredire, il tutto in un contesto cosmopolita. Non è necessario prenotare un albergo, si può arrivare anche senza nessuna prenotazione, fuori dall’aereoporto una schiera di gente cerca di affittarti delle stanze, io consiglio di prendere una semplice stanza, magari con angolo cottura e magari lontano dal centro, poi per gli spostamenti è prassi noleggiare gli scooter. La cucina gr eca sinceramente non offre niente di particolare, per chi vuol mangiare italiano Chora è piena di locali italiani, con venti euro si riesce a mangiare bene. L’isola è attraversata da una sola strada che consente di raggiungere le spiagge più famose: Ornus, Paradise, Superparadise, Elia, Agrari.

    In ogni spiaggia c’è un’ambientazione diversa, tante sono collegate dal fatto che è sempre festa a tutte le ore. Per chi vuole un po di privacy basta spostarsi con gli scooter in un’altra spiaggia e siete sicuri che nessuno Vi disturberà.

    La mia spiaggia preferita è sicuramente Agrari. Si trova in una piccola baia protetta dal vento, si possono noleggiare gli acquascooter, fare snorkeling, sci d’acqua o paracadutismo trascinati dal motoscafo. Io l’apprezzo perché è meno caotica e pur sempre servita da tutto quello che un turista desidera e poi…in fondo alla spiaggia, oltre gli scogli…andate a vedere!

    Mykonoooooooooooooos! Offre tutto, dal mare cristallino ai divertimenti, peccato che è tutto inspiegabilmente caro…ma ne vale la pena. Un altro consiglio: non fossilizzatevi su una zona, visitate tutte le spiagge.

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  • Nov 18



    Bucarest di Nicola Bergami

    Città dai mille volti nascosti la si può visitare tante volte senza mai rischiare di ripetere le stesse esperienze.

    Io l’ho vissuta da un punto di vista privilegiato: ospite di amici facoltosi.

    Arrivato a Bucarest mi sono reso conto subito che avere un interlocutore romeno mi ha fatto molto comodo, sono in pochi a parlare Inglese, come in Italia daltronde, oltretutto la loro lingua è incomprensibile nonostante abbia le stesse origini dell’italiano. La casa dove allogiavo sorgeva sulle sponde di un piccolo laghetto in periferia, casa modernissima costrutita da un noto designer dell’est, priva a mio parere di buon gusto all’italiana, ma non era la sola, tutta la riva del lago era coperta da ville lussuose, la sera si illuminavano di luci e i motoscafi facevano la spola da una parte all’altra. Un caos ordinato regnava anche in città. Ai quartieri moderni erano affiancate zone povere, vissute ma abbandonate nell’aspetto: forbice tra ricchi e poveri è palpabile: i ricchi sono veramente ricchi e i poveri sono molto poveri. Manca la classe media, con la caduta del comunismo poca gente si è arrichcita a scapito di molti. Il centro storico è pregevolissimo e rispecchia la cultura comunista dell’est. Comunque anche la Romania si sta uniformando agli altri stati europei, in città sorgono continuamente negozi fashion italiani, francesi, i mcdonalds sono ovunque e in periferia gli spazi verdi vengo occupati da grandi centri commerciali ed i prezzi salgono. Bucarest sta cambiando di anno in anno, le direttive europee le impongono determinati parametri sia per il verde pubblico, sia per lo sviluppo urbano.

    Bucarest di sera? Certe leggende sono proprio vere. Finalmente la città diventa vivibile, nel buio delle vie si intravedono le insegne dei locali. Per cenare ci sono tantissime piccole taverne dove con pochi euro si esce sazi, la cucina tipica non è niente di che e nella maggior parte dei casi si nota l’influenza dell’Italia. Per rifarsi il palato basta andare in uno dei tanti ristoranti italiani del centro anche se i pochi euro non bastano più. Per il dopo cena non c’è che l’imbarazzo della scelta. Sono molti I locali dove si può gustare un drink servito da bellissime cameriere in topples, tanti night club si contendono i turisti, verso la periferia invece si trovano le migliori discoteche…la serata a Bucarest è garantita e assicurata.

    All’alba, ritornando a casa, gli ultimi festaioli scorazzano ancora sul lago con i loro motoscafi, ma ancora per poco, l’alba rischiara le acque, si spengono le luci delle ville e si conclude la vita mondana, almeno fino a domani.

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  • Nov 11

    Scritto da Nicola Bergami

    Situato a 1500 metri di altezza si trova sulle montagne Bresciane, vicino a Bagolino e al lago d’Idro. Si può arrivarci sia passando dal lago di Garda, sia attraverso la Valcamonica passando per la Bazena e il passo Crocedomini. D’inverno questa seconda strada è spesso bloccata per la troppa neve. Io ho avuto il piacere di andarci sia d’estate che d’inverno: d’estate è una rinomata stazione turistica per praticare trekking, scalate sulla parete rocciosa, fare del sano mountain bike; d’inverno di può scalare le pareti di ghiaccio (meglio essere più che esperti del mestiere), fare del sci di fondo e sci alpino usurfruendo dei vari impianti di risalita.

    A due passi dai vari sentieri si trova la locanda Gaver dove si possono gustare specialità tipiche come i primi piatti di pasta casereccia, i risotti al bagos, le verdure di montagna, la selvaggina, polenta e rane, i funghi, le torte con noci e mele e lo strudel. Specialità è la carne salata con tartufo nero.

    Per finire il pranzo non si può evitare come digestivo un bicchierino o due di grappa montana alle erbe.

    La val d’Orizio è attrezzata di griglie in cemento: d’estate si possono accendere dei fuochi e fare delle grigliate; la sere, nel buio della valle e nel silenzio del bosco le uniche voci sono quelle dei turisti che montano le tende ed è facile conoscere e stringere “amicizie”: sicuramente l’ambiente lo invoglia.

    Per chi invece è più pigro o semplicemente non ne può più di dormire in una tenda e di lavarsi nelle acque gelide dei torrenti può rilassarsi nelle locande della valle o nel rifugio Nikolajewka.

    Dalla Val d’Orizio si può andare in quota fino a 2400 2600 metri e raggiungere le vette delle montagne vicine passando attraverso Stabio (malga che ospita le vacche), il suggestivo lago della Vacca. Se si è fortunati si possono incontrare le marmotte e tanti altri animali. Più volte mi è capitato di sentire le aquile ma a dir la verità non sono mai riuscito a vederle.

    Arrampicandomi su per i sentieri si dimentica facilmente lo stress della città, si sentono solo le marmotte gridare in lontananza. Più si sale più cambia il paesaggio: dai boschi si passa ai prati immensi coperti di fiori fino ad arrivare alla montagna nuda ma significa che siamo arrivati proprio in alto e allora se non siamo proprio attrezzati al meglio è meglio scendere. Un kwai nello zaino non fa mai male. Il tempo cambia continuamente ed è possibile passare da un sole cuocente alla nebbia fitta delle nuvole.

    I turisti che si incontrano sono sempre molto cordiali, scambiare delle impressioni sul sentiero o dei consigli è di norma.

    Il Gaver, la Val d’Orizio e tutto il circondario è un insieme di emozioni e di storia: basti pensare al vicino Crocedomini dove tanti Nostri alpini hanno perso la vita durante la guerra. Essenziale quindi è aver rispetto di quelle zone per porter goderne al meglio.

    Arrivederci.